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2018

Héctor Ulises Passarella in concerto: Il Bandoneón: dalle origini ad oggi
agosto 10 - 9:30 pm - 11:00 pm

http://mondoraro.org/museodelcinema/event/hector-ulises-passarella-in-concerto-il-bandoneon-dalle-origini-ad-oggi




Héctor Ulises Passarella
con
l’Ensemble del Centro del Bandoneón di Roma
in
“Il Bandoneón: dalle origini ad oggi“
H.U. Passarella (bandoneón)
Roberto Passarella (bandoneón)
Tania Colangeli (bandoneón)
Marco Di Blasio (bandoneón)
Giovanni Marziali Peretti (bandoneón)
Musiche di : G. Santorsola, M. Rivero, J. Lamarque Pons, G. Matos Rodriguez, H.U. Passarella, C.Gardel.
Pochi sanno che il bandoneón è nato in Germania alla metà dell’Ottocento come organo portatile e arrivato poi nel Rio della Plata, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, venne adottato per la musica del tango. Nonostante l’origine, fino ad una trentina di anni fa il bandoneón era poco conosciuto in Europa. Oggi sebbene conosciamo la sua forma e sappiamo che è uno strumento aerofono, non possiamo dire, purtroppo, di conoscerlo approfonditamente (e meno dal vivo) così come, ad esempio, conosciamo il violino, la chitarra o il pianoforte, perché, soprattutto in Italia, non si suona il vero bandoneón (tranne rare eccezioni), ma uno strumento di simili caratteristiche estetiche, detto curiosamente bandoneón cromatico. Tuttavia questo strumento ha ben poco da spartire col vero bandoneón, con sistema bitonico, in cui i tasti emettono suoni diversi in apertura e chiusura del mantice. La differenza non risiede soltanto nel sistema, ma anche nel timbro, nella tecnica e nelle possibilità di scrittura. Insomma il bandoneón è il bandoneón perché ha una sua voce specifica, ricchissima di armonici e profondamente identificata con il popolo rioplatense, un suo sistema, una propria letteratura, che non è solo quella del tango e perché è suonato da artisti che hanno fatto e stanno facendo la sua storia come Piazzolla, Federico, Rivero, Barletta, Passarella, Mederos e tanti altri professionisti.
Per quanto riguarda le sue possibilità in ambito concertistico, è necessario ricordare l’argentino Alejandro Barletta (1925-2008), il creatore di una vera tecnica bandoneonistica, sicuramente il più grande bandoneonista di tutti i tempi. Poi Barletta ebbe un grande allievo, l’urugaiano René Marino Rivero (1936-2010), che fu anche un grande compositore, arrivando ad esplorare al massimo le potenzialità sonore del suo strumento. Alejandro Barletta fece più di 3.000 concerti in tutto il mondo e fu ammirato da prestigiosi critici e da musicisti come Pablo Casals, Paul Hindemith, Andrès Segovia e tantissimi altri. Compose innumerevoli brani per bandoneón solo, per gruppi da camera e concerti per bandoneón e orchestra sinfonica; uno di questi concerti lo suonò, negli anni 70, anche con la prestigiosa Orchestra Sinfonica di Berlino. Suonò anche tutto un programma dedicato a Bach proprio nella Chiesa San Tommaso di Lipsia, chiamata anche la Chiesa di Bach. Molti prestigiosi compositori sudamericani ed europei come Juan Josè Castro, Guido Santorsola, Harold Gramatges, Giorgio Ferrari, Juan Carlos Zorzi e Juan Orrego Salas scrissero per lui importantissime opere come Sonate, Toccate, Concerti, Divertimenti, ecc.
All’inizio degli anni70, Héctor Ulises Passarella dopo aver suonato il tango fin dal 1966 (dall’età di 11 anni) nella prestigiosa orchestra tipica del suo primo Maestro, Oscar Raùl Pacheco, diventò allievo di Renè Marino Rivero, e da allora dedicò tutte le sue energie per fare di questo strumento parte di lui stesso. Passarella è considerato uno dei più completi bandoneonisti della storia. Egli può suonare Bach, Frescobaldi, la musica contemporanea, il tango tradizionale ed il suo tango contemporaneo con diverse e specifiche tecniche, rispondendo alle esigenze dei diversi stili che affronta, contribuendo a portare questo meraviglioso strumento a raggiungere le più alte vette artistiche.

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